login tramite facebook

Aglianico del Vulture

Denominazione: Aglianico del Vulture DOC

Uve: Aglianico

Fermentazione: fermentazione e macerazione in tini di legno.

Maturazione: 18 mesi in barriques d’Allier di media tostatura.

Affinamento: 8 mesi in bottiglia.

Esame organolettico: il colore è rosso rubino con riflessi porpora. Al naso l’impatto iniziale è di frutta, confettura di visciola, mora matura e prugna, seguito da sfumature speziate e tostate. Tannini fitti e morbidi. Note balsamiche e di vaniglia si fondono in un finale persistente.

Abbinamenti gastronomici: rosso ideale con selvaggina, peperone crusco e baccalà.

  • scheda vino
  • scarica etichetta
  • Share on Facebook

Il vitigno

Vitigno di grande tradizione, l'Aglianico è il più nobile e importante dei vitigni del sud e rappresenta una matrice unificante dei grandi rossi meridionali collocandosi tra i migliori vitigni rossi italiani. Controversa è l'origine del suo nome. Diversi studiosi rimandano l'etimo di Aglianico (o Glianica) a Hellanico o Ellenico, accreditando l'origine greca, in particolare eubea, del vitigno. Il Porta (1592) identificava le viti Helleniche con le antiche Helvolae descritte da Columella e Plinio. Studi più recenti, rilevando un'assonanza Guaranico/Glianico ne fanno il continuatore dell'antico Guarano, citato da Plinio. Improbabile l'identità, sia pure solo lessicale, fra Aglianico ed Aleatico nonchè la derivazione del toponimo Elea/Velia. Più interessante il percorso etimologico di Andrea Bacci (1596) che risale al greco aglaos (chiaro) e aglaia (splendore), da cui Aglianico, vino rubino e splendente.

Feudi di San Gregorio è impegnata da anni – con la consulenza tecnica delle Università di Napoli e di Milano – in un progetto di valorizzazione e riscoperta di questo straordinario vitigno. Attraverso lo studio dei “patriarchi” – viti ultracentenarie di grande fascino disseminate nel nostro territorio - e l’analisi dei suoli e dei microclimi delle diverse aree d’elezione” dell’Aglianico (Taurasi, Vulture, Taburno) Feudi di San Gregorio punta a inserire questo vitigno fra i principali vitigni del mondo.